giovedì 31 maggio 2012

Perchè sono favorevole al burqa

Se ti scappa la pipì ... e non riesci ad acciuffarla,
ti devi accontentare anche di un cesso di gabinetto.
E finire, inesorabilmente, tra gli artigli della Tazza ladra.







Anche nel momento del bisogno è sempre meglio concordare il prezzo
prima perchè, poi, andando a briglia sciolta , te la potrebbero far cagare cara!
Oppure, è sempre meglio fare come un mio amico gay che, poverino, costretto a
BATTERE IN RITIRATA, è costretto a portarselo sempre dietro ... il bagno chimico!




Tutto questo succede perchè, oggi, non si trovano più
in giro quei caratteristici bagni ben arieggiati e ventilati:




















Personalmente, essendo sempre in viaggio per motivi di lavoro,
ho dovuto strizzare le Meningi e centrifugare la Pia e Dura Madre.
All'inizio avevo optato per un modello tipo "U zio Peppe u gassosaru".




















Ma, visto il layout ed il packing poco accattivanti, ho rinunciato.
Fortunatamente, poi, avendo conosciuto un'afghana alle Nozze di Ghana,
ho avuto un'idea luminosa! Praticamente, mi sono confezionato un burqetto portatile.







Penso, abbiate capito che pesa solo 100 grammi.
Al primo stimolo, senza bisogno di farsi dire dal cassiere del
Bar che il WC è guasto, ci si apparta fuori dal centro abitato, e .....




Unico neo:
per non creare attorno a me un alone d'inibizione,
devo necessariamente riempire lo sciacqone di Chanel 5!























Altrimenti i miei interlocutori mi
accoglierebbero con un lapidario: Distanti saluti.

Se a dirlo è il Blog "Palermo & Co.".




E' in libreria L'ultimo chiuda la Morta!!!,
una raccolta di esilaranti calembour di Antonio Di Stefano e Lino Giusti.
Una raccolta fulminante di aforismi e battute salaci. "L'ultimo chiuda la morta" è infatti il nuovo libro pubblicato dalla Novantacento, arricchito dalle illustrazioni originali di Giuseppe Lo Bocchiaro.

Il libro di Di Stefano e Giusti è una spassosa raffica di giochi di parole,
che riporta il lettore alla antica e illustre tradizione del calembour dei grandi umoristi italiani.

Le brillanti giravolte lessicali di Di Stefano e Giusti spaziano, per fonti di ispirazione,
dai mestieri alla toponomastica, dall'amore alla religione, dai nomi dei vip allo sport,
dai proverbi allo slang della malavita.

E così capita di sentir dire al becchino: “L'ultimo chiuda la Morta!!!”
al metalmeccanico infastidito: “Levati di tornio”
e al gessaio stupito: “Sto rimanendo di stucco”.
E non mancano i riferimenti al sesso, con battute scanzonate come
quella dell'immaginario cartello nel pensionato per anziani: “Attenzione Caduta Sessi”.


-Lino Giusti (S. Caterina Villarmosa, 1956), autore di testi di cabaret,
ha pubblicato tra l'altro “L'Irco di Noè” (Valdemone)
"Anche i siciliani in 2 tentano di ridere" (con Paolo Mineo)
e ha curato con Antonio Di Stefano la rubrica umoristica
Afarismi” per il giornale “La Sicilia”.

-Antonio Di Stefano (Palermo, 1941) è autore di una fortunata serie di best seller pubblicati da Mondadori, come “Stupidario Medico”, “Mal cognome mezzo gaudio”, “Dottore ho un sofficino al cuore”, “Signor Giudice mi sento tra l'anguria e il martello” (con Lino Buscemi), “Qui chiavi subito” (con Pippo Franco) e “L'occasione fa l'uomo ragno” (con Pippo Franco).
Ha collaborato alla stesura di numerosi testi teatrali con, tra gli altri, Pippo Franco, Manlio Dovì, Gianni Nanfa e Sasà Salvaggio.

Il libro può essere richiesto direttamente alla Casa Editrice NOVANTACENTO


-tel 091 730 89 21
- marketing@ilove-sicilia.it
Costo 5,00 €

Pupi di surfaro.

Riflessioni



Ghermita da http://max-fraparentesi.blogspot.it/

Se hai sete di giustizia, morirai con la secchezza alle fauci.




























 "Giustizia" stava scritto sul portone, e ci credette u' minchione!

(Proverbio siciliano)


-Purtroppo il nostro amico credulone non sapeva che:

"La Giustizia spesso affoga

tra le pieghe della toga".

Ghe pensi mi




Il classico tipo che non si lascia condizionare dalle difficoltà.

mercoledì 30 maggio 2012

Perla latina.




Diciamoci la verità; chi, nella vita, non si è mai trovato davanti la famosa frase
latina pronunciata dal Gladiatore prima del combattimento:
"Ave Caesar, morituri te salutant"?
Notoriamente, la traduzione letterale è:
"Ave Cesare, coloro i quali stanno per morire (i morituri) ti salutano!".
Audite, audite, ... auditel come l'ha tradotto uno sagace studentello.
Immaginando Ave come l'ablativo di avis, ecco la sua geniale trovata:

"Con l'uccello che coloro i quali stanno per morire ti salutano!".


Chi, tra i Professori, se la sente di dargli morto?

Errori veniali

In tempi di IMU


martedì 29 maggio 2012