sabato 22 novembre 2014

C'è porco da ridere!




Personalmente, l'umorismo ha contribuito a mostrarmi la vera essenza della vita. L'assenza, appunto.
Condivido appieno, perchè l'ho avuto come esperienza, il Totò-pensiero:
"Io so a memoria la miseria, e la miseria è il copione della vera comicità".
Non si può far ridere se non si conosce bene la sofferenza (personalmente, ne ho visto di tutti i dolori), la fame, il freddo, l'amore senza speranza, la disperazione della solitudine, la vergogna dei pantaloni sfondati. Ma, con la tenacia del picchio, sono andato avanti a toppe forzate. ...................................... Insomma, non si può essere un vero comico

SENZA AVER FATTO LA GUERRA CON LA VITA

Testo: Lino Giusti
vignetta: Roberto Mangosi

L'arbitro che si sentiva più con Fucio che con Persuacio

Segui la partita, durante il weekend,  in un Marx schermo gitante



La filosofia è quella cosa, con la quale e senza la quale, l'uomo resta animale.

Infatti se,  come afferma Talete, l'archè di tutto è l'acqua e la fine di tutto è il vento, mia nonna è stata una filosofa; non faceva altro che ripetermi:
"acqua davanti e vento di dietro".
Come dimenticare il mitico Socrate, con quella frase ch'è rimasta nell'Astoria:
"So di sapere ... che a Silvio piace la patonza".
Vi ricordate di quella volta all'ippodromo, quando San Tommaso d'Equino, gridò: "Siamo a cavallo"?
Poi venne quel filosifo , quello dell'aperitivo categorico, che nei bar di Sanremo diceva sempre: "Kant che ti pass".
Leibniz morì povero perchè si ostinò con le Monadi e non, come una sua vicina di casa ricchissima pornodiva, con le Gonadi.
Come non ricordare Cartesio? Con quel suo: "Coito, se erge , sum!".
Poi ci fu quel filosofo di Termini Imerese che invitava gli operai ad incrociare le braccia; quel tale Scioperonauer.
Conclude la rapida carrellata il più grande dei filosofi viventi Giovanni Bivona che , con il suo intramontabile "Grazie che ho bevuto", ha annichilito in un solo colpo la filosofia del primo grande pensatore greco: Talete.

Per conoscere appieno il pensiero profondo di Giovanni Bivona, calati nel pozzo: qui.

Lunga vite all'Enotria

L'uva passa .... gli acciacchi restano


Vi propongo un capolavoro del Mangosi, ovvero "la mappatura dei vini in Italia".
Il nostro Grandioso artista immagina lo Stivale come un inusitato pergolato, con delle caratteristiche scene regionali:

-In Sicilia, la focosa Rosalia tradisce il marito con un nero di Avola.

-Nell'Alta Padania l'Alpino, giustamente, incita il malcapitato di turno a scaraventare lontano un miglio il boccale di birra, montare in Grappa al mulo e ....

-Il cane che accentua il rimbrotto. Il malcapitato di turno che si difende: "biada a come parli!".

Il cane che si scusa con un: "non solo sono fieno di te e, magari .........."



Sicilia Isola DOC

L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza immaginazione? [Leonardo Sciascia]

La Sicilia  è figlia di 13 dominazioni straniere. Gli abitanti hanno geni Cartaginesi, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Spagnoli, Borboni etc.

Difatti i Siciliani sono una shakerata di:
-speculazione filosofica (Greci)
-senso dell'ospitalità (Arabi)
-fierezza (Normanni)
-focosità e passione (Spagnoli)
-arte di arrangiarsi, per non finire sotto i ponti (Barboni) 

Chi voleva occupare l'italia, doveva necessariamente invadere la Sicilia.
Ecco perchè la Trinacria è una Terra DOC! Tanto per dire, DOMINAZIONE ORIGINE CONTROLLATA!

L'antifurto più sicuro? Il balcone!


Grazie al sommerso, male non sono messo