sabato 9 novembre 2013

L'Irco di Noè: il Tarlo





E Dio creò il Tarlo e così l'ammonì:

Non rispetterai le credenze altrui: in particolar modo in cucina, dove andrai matto per l'uva di tavola.
Quando tuo figlio, su un ramo, non ne vorrà sapere di manducare, tu lo ricatterai:
"O ti mangi questa finestra, o ti butto dalla ginestra".
Il tarlo rosicchierà tutto; il tarlo rosicchierà pure il posto di lavoro; il tarlo non rispetterà nemmeno le Tavole della Loggia, che una volta era uguale per tutti.
Addio secondino, ci vediamo alle candele greche o ad i ceri latini.
Solo tu non potrai avere un tarlo che ti rode internamente; perchè, come dirà Gianni Bella,
"Non si può morire dentro".
Chi ti avrà nel cervello, avrà la testa vuota.
Mentre sarai in viaggio per la Terra Promessa, ma non Mantenuta, pioverà della "segatura"; per te sarà una vera manna dal cielo.
Ci sarà il solito Tale che, per un suo secondo fini, ti innesterà un montetarlo il testa che ti roderà il cervello.
Silvio asserisce che non è stato Lui. Ah, se non c'era,bisognava invenTARLO!


(L'illustrazione è di un mio vicino di casa).

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